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Anomalisa – La recensione

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Michael Stone (David Thewlis) sl trova in viaggio di lavoro a Cincinnati, dove interverrà a un convegno sulla gestione di risorse umane e costumer care, un argomento su cui ha scritto un manuale di autoaiuto di discreto successo. Durante la notte precedente al convegno spesa al hotel Fregoli, crescerà in lui la noia esistenziale e il disgusto verso una routine di gesti e affetti che trova vacui e senza senso. Alla disperata ricerca di un senso o una nuova passione dal passato che riaccenda il suo presente, incontrerà Lisa, l’anomalia, una giovane partecipante al convegno.

Pur essendo realizzato con pupazzi e la tecnica di animazione in stop motion, Anomalisa è un film intrinsecamente adulto ed esistenziale. Un’esperienza imperdibile per i cinefili più raffinati il cui grado di apprezzamento aumenterà in misura direttamente proporzionale all’amore per il cinema destabilizzante e trasognato alla Gondry e dintorni. Per tutti gli altri un film complesso ed emozionale che sicuramente si annovera tra i migliori della scorsa annata ma che per ricercatezza forse non è alla portata del pubblico che ricerca pellicole immediate e rilassanti.

Anomalisa sarà nei cinema italiani a partire dal 25 marzo.

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