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Calvario – la recensione

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Sulle coste più ventose del nord dell’Irlanda, l’anziano Padre James riceve durante la confessione un avvertimento: l’ignoto peccatore lo ucciderà la domenica successiva, dandogli una settimana di tempo per sistemare le sue faccende terrene, per espiare le colpe dell’istituzione che rappresenta. Comincia così la settimana di calvario del prelato, impegnato nel difficile tentativo di redenzione di una comunità locale che lo disprezza ma sembra averne bisogno per sopravvivere nella cinica modernità laica in cui è immessa. 

Grazie a Teodora film per aver portato anche in Italia (anche se con notevole ritardo) uno dei film più belli del 2014: sostenuto dalla straordinaria perfomance di Brendan Gleeson, lo sceneggiatore e regista John Michael McDonagh mette in scena un film che fa centro focalizzandosi più sulle grandi domande e miserie che spingono l’uomo verso la fede che sulla stessa, sostenuto dagli angoscianti scorci di terra selvaggia e da un cast formidabile.

Dire di più sarebbe peccato, così come non andarlo a vedere: nelle sale italiane dal 14 maggio 2015.

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