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Eisenstein in Messico – la recensione

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Nel 1931 Eisenstein è il regista che ha sconvolto il mondo con i suoi capolavori di gioventù, tanto da meritarsi un viaggio dalla madre patria Russia tra le più sfavillanti stelle di Hollywood, piena di suoi ammiratori. Il genio è però anche un uomo frustrato, poco consapevole del suo mondo interiore. Dieci intensi, folli giorni a Guanajuato lo cambieranno profondamente ed irrevocabilmente. 

Se il regista di un film è Peter Greenaway è lecito aspettarsi un girato visionario, artistico ai limiti dell’artistoide. Se le sue prove recenti poco riuscite erano ulteriormente appesantite dal suo stile barocco, qui non fa che rendere più incredibile quello che è un grande racconto di crescita professionale ed educazione sentimentale del ragazzino rimasto incastrato nel genio. Più che un semplice inno al cinema, un inno alla vita e alla sessualità libera e felice. L’istronico protagonista Elmer Bäck fa il resto.

Per cinefili di razza. Nelle sale dal 4 giugno 2015.

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