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John Wick – la recensione

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Un vedovo fresco di sepoltura dell’amata moglie viene malmenato da un gruppo di malviventi russi, derubato dell’automobile e privato del cane, ucciso durante l’irruzione in casa. John Wick (Keanu Reeves) però non è un uomo qualunque, ma un ex assassino su commissione celebrato e rispettato nell’ambiente criminale, ritiratosi prima del matrimonio e ora intenzionato a consumare la sua vendetta contro l’ex datore di lavoro Viggo Tarasov (Michael Nyqvist) e il di lui figlio Iosef (Alfie Allen), per l’affronto subito.

Queste le pretestuose premesse di un film action che è la prima vera sorpresa cinematografica del 2015. John Wick inizia in un’atmosfera quasi surreale, figlia di un umorismo che inizialmente non può che lasciare perplessi. Arrivano poi le sparatorie e i combattimenti corpo a corpo, numerosi e ben curati dal regista Chad Stahelski, ex stunt per la prima volta dietro la macchina da presa.
Quando però il film action medio perde ritmo e ragion d’essere, John Wick diventa ancora più divertente, grazie a un sottobosco criminale ben organizzato e peculiare e a una storia di vendetta ironica ed esagerata, piena di malvagi boss russi. Una trama comunque poco realistica, sì, ma gestita con un certo gusto, che non mancherà di appassionare i fan del genere.

Noi di FuoriPorta ve lo consigliamo come film della settimana, soprattutto se avete voglia di un action ironico e non troppo realistico. 

Elisa Giudici

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