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Mustang – la recensione

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Lale (Günes Sensoy) e le sue quattro sorelle maggiori vivono libere e ribelli in uno sperduto paesino turco lontano 600 km dalla capitale. L’aver innocentemente scherzato con un gruppo di compagni di scuola maschi scatena lo scandalo nel vicinato e le vite delle cinque ragazze cambiano radicalmente: vengono costrette a indossare “abiti color cacca informi”, lasciano la scuola per imparare a diventare donne di casa, vengono velocemente date in sposa a uomini del circolandario. Lale e le sue sorelle però non sono disposte a piegare la testa e attuano ogni ribellione possibile alla svolta patriarcale e tradizionalista delle loro vite. 

Presentato a Cannes e scelto per rappresentare la Francia alla notte degli Oscar, Mustang è un’opera prima di una regista francoturca tutta cuore e passione, che racconta in un’atmosfera sospesa, quasi fiabesca, il dramma del contrasto tra l’anima ribelle e moderna delle giovani turche e la svolta tradizionalista imposta dal governo, soprattutto nelle campagne.
Un film bellissimo, emozionante, forse non sempre tecnicamente ineccepibile ma largamente perdonabile grazie al coraggio e alla bravura del suo quintetto di protagoniste.

Mustang sarà nelle sale dal 29 ottobre 2015.

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