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Terminator Genisys – la recensione

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La storia la conosciamo: John Connor spedisce Kyle indietro nel 1984 per salvare la madre ed evitare che Skynet lo cancelli dalla linea temporale in cui l’umanità ha prevalso sulle macchine. Sarah però non è più la cameriera bionda e inconsapevole che il soldato si aspettava di trovare. 

L’estate 2015 prosegue con la sua continua rielaborazione nostalgica e pseudoironica degli anni ’80 e ’90: dopo i dinosauri, tornano al cinema i cyborg della Skynet, impegnata dal lontano 1984 a tentare di sterminarci tutti, con risultati piuttosto altalenanti (i film dopo Cameron fingiamo di non ricordarli e concentriamoci sulla serie di FOX).

Il ritorno di Arnold Schwarzenegger al franchise però rendere virtualmente impossibile non spenderci almeno una recensione, soprattutto quando nel cast figurano Emilia Clarke (la khaleesi recentemente promossa nella A-list hollywoodiana) e il fresco vincitore di Oscar J.K.Simmons.

Quando mancano le idee però c’è poco da fare, specie se il film è affossato da una gestione della campagna di lancio internazionale a dir poco disastrosa, con trailer che rivelano i colpi di scena centrali del film, servizi fotografici infelici e nulla che possa portare al cinema qualcuno che non sia già interessato alla saga. A salvarsi è proprio il buon vecchio Arnold, ma non per incompetenza del resto del cast, quanto piuttosto perché è l’unico ruolo su cui si sono spese un paio di buone idee.

Ripercorrere la saga così come la conosciamo e aggiornarla con svolte inaspettate non era di per sé una cattiva idea, ma lasciare aperti enormi buchi nella trama in vista di un sequel e affidarsi alla mera forza dello spiegone denota una certa pigrizia e una domanda sottointesa: valeva la pena di scomodare questo reboot solo per il gusto di farlo?

Terminator Genisys sarà nelle sale italiane dal 9 luglio.

 

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