Home News In the box Coldiretti Varese, la manovra conferma: "Centrale il settore primario"

Coldiretti Varese, la manovra conferma: "Centrale il settore primario"

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VARESE – Quali sono le prospettive per l’agricoltura prealpina in vista dell’anno appena iniziato? Pur tra le numerose incognite – non ultime quelle legate al clima impazzito e all’allarme selvatiche che hanno profondamente condizionato il 2019 – una prima analisi può giungere dalla lettura della manovra economica e alle prospettive che essa dà alle campagne prealpine.

“In una situazione di difficoltà per l’economia è stato riconosciuto il ruolo centrale dell’agricoltura per il Paese salvaguardando importanti misure per il settore e affrontando alcune drammatiche emergenze, anche se resta il nodo della sugar e plastic tax che rischia di pesare sulla competitività del settore” commenta il presidente di Coldiretti Varese Fernando Fiori.
Come sollecitato dalla Coldiretti, è stata confermata l’esenzione Irpef anche per il 2020, che vale 200 milioni, viene reintrodotto per due anni l’esonero contributivo a favore dei giovani agricoltori che si iscriveranno nella gestione previdenziale agricola nel 2020. Un altro importante risultato della Coldiretti è l’introduzione del credito d’imposta che sostituisce super e iper ammortamento e che rende possibile applicare le agevolazioni di Industria 4.0 alle aziende agricole che scelgono di effettuare investimenti in beni strumentali anche per lo sviluppo hi tech. La precedente tipologia di agevolazioni non era, infatti, accessibile alle imprese agricole che per oltre il 90% sono tassate sulla base del reddito catastale.
È stato prorogato per il 2020 anche il bonus verde e trattamento di favore alle imprese che, nei limiti del 10 % del proprio volume di affari, potranno commercializzare anche piante vive e prodotti della floricoltura acquistati da altri imprenditori agricoli florovivaistici applicando sui ricavi derivanti dalla vendita di tali prodotti un coefficiente di redditività pari al cinque per cento
Misure che interessano direttamente la nostra provincia, dove il settore florovivaistico è strategico. “E’ stato sventato anche l’aumento della tassazione del gasolio agevolato grazie al pronto intervento della nostra Organizzazione che ha intercettato la misura nella bozza del decreto clima del ministero dell’Ambiente. La proposta dei sussidi ritenuti ambientalmente dannosi avrebbe finito per colpire anche i carburanti per agricoltura e pesca con un insostenibile aggravio di 800 milioni di euro”.
Coldiretti ha ottenuto il risultato di bloccare l’intervento sulle accise con un formale impegno assunto dal Governo direttamente con l’organizzazione agricola prima di entrare nella fase calda della manovra finanziaria. E’ stato anche evitato l’inasprimento dell’aliquota IVA dovuta sui prodotti fitosanitari e sui fertilizzanti impiegati in agricoltura.
Sempre nella legge di bilancio hanno trovato spazio misure a sostegno della competitività delle filiere agricole, per un totale di 29,5 milioni, e dell’imprenditoria agricola femminile con la previsione di mutui a tasso zero finalizzati a favorire lo sviluppo ed il consolidamento di aziende condotte da imprenditrici agricole. Al Fondo di solidarietà sono stati assegnati 40 milioni per il 2020 per affrontare la drammatica emergenza della cimice asiatica. La promozione dei prodotti agroalimentari sottoposti ad aumento di dazi voluto dal presidente Usa Donald Trump sarà inserita nel Piano di promozione straordinaria del Made in Italy. E’ stata inoltre estesa la disciplina dell’enoturismo all’oleoturismo. Aumentato di un milione per ciascun anno del triennio 2020-2022 il fondo indigenti. La manovra ha previsto anche una serie di interventi per la pesca: indennità giornaliera di 30 euro per il fermo pesca obbligatorio e stanziamento di 2,5 milioni per il 2020 per l’arresto temporaneo non obbligatorio e proroga al 31 dicembre del 2020 del Programma triennale della pesca e acquacoltura 2017-2019.

Resta da sciogliere il nodo delle sugar e della plastic tax che sono state solo ridotte e rinviate ma rischiano di colpire duramente il Made in Italy agroalimentare che è diventato la prima ricchezza del Paese con la filiera agroalimentare estesa che raggiunge in Italia una cifra di 538 miliardi di euro pari al 25% del Pil ed offre lavoro a 3,8 milioni di occupati. L’obiettivo di riduzione della plastica va perseguito nell’ottica di una visione strategica di ampio respiro con incentivi premianti per lo sviluppo e la ricerca piuttosto che con misure punitive soprattutto perché per alcune categorie di prodotto non ci sono al momento alternative.

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