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Coronavirus, Regione: “Non esiste patente di immunità”

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MILANO – “I test sierologici sono uno strumento importante a livello epidemiologico per stimare la diffusione dei virus, ma non garantiscono nessuna patente di immunita’. Regione Lombardia ha attivato una campagna di screening su operatori sanitari e socio-sanitari, e su determinate categorie di cittadini. A seguito delle delibere approvate ieri, anche i privati potranno farlo su comunita’ specifiche”. Lo ha chiarito l’assessore al Welfare della Regione Lombardia, Giulio Gallera, rispondendo alle affermazioni odierne del sindaco di Milano, Giuseppe Sala.

“Il Ministero della Salute – ha proseguito Gallera – attraverso una nota del 9 maggio scorso, chiarisce che i test sierologici non sono autodiagnostici e quindi non devono essere venduti o messi a disposizione “di profani”, cioe’ in un contesto non governato da medici e da clinici, i quali hanno le competenze scientifiche per valutare gli esiti degli esami in modo corretto. I risultati ottenuti su un singolo campione di siero “non sono sufficientemente attendibili per una valutazione diagnostica – si legge ancora nella nota del Ministero – in quanto l’individuazione degli anticorpi a seguito di tali test non e’ indicativa di una infezione in atto, della presenza in fase precoce del virus, oppure della sua persistenza nel paziente con il rischio associato di diffonderlo”.

“I test anticorpali dunque – ha sottolineato Gallera, leggendo
la Circolare del Ministero – non possono essere uno strumento
sostitutivo delle analisi molecolari (tamponi). L’atteggiamento
di Regione Lombardia e’ corretto e coerente con l’interesse dei
cittadini e con le indicazioni ministeriali. Nessuno puo’
rilasciare una patente di immunita’”. “Il compito degli amministratori locali – ha proseguito – è quello di fare in modo che vengano rispettate le regole anti contagio come l’utilizzo costante dei dispositivi di protezione individuale o il distanziamento. Purtroppo non ci sono scorciatoie per combattere il Covid”. “Invito il sindaco Sala a chiamarmi direttamente in futuro – conclude Gallera – per fugare qualsiasi perplessita’ o per avere notizie ufficiali in merito alle disposizioni ministeriali. Fra rappresentanti delle istituzioni, di solito, si agisce cosi’”.

14052020

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