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In cinquemila a bocca aperta per i predatori del microcosmo

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VARESE – Ha chiuso i battenti domenica 15 marzo con un bilancio di oltre cinquemila visitatori la mostra “I predatori del microcosmo. Zanne, corazze e veleni: le strategie di sopravvivenza degli animali”, allestita ai Musei Civici di Villa Mirabello, a Varese, grazie alla collaborazione fra Comune di Varese e Università degli Studi dell´Insubria.

Le storie fotografiche di Emanuele Biggi e Francesco Tomasinelli, divulgatori scientifici e curatori della mostra, e i quindici terrari con insetti, ragni, anfibi e rettili hanno incantato le oltre 5000 persone che hanno visitato la mostra nei cinque mesi di permanenza a Varese.”Animali per lo più sconosciuti al grande pubblico, ma emblema della capacità delle specie di adattarsi a qualunque ambiente evolvendo “armi” per difendersi dai predatori o attaccare le prede – racconta il professor Adriano Martinoli, zoologo dell’Università degli Studi dell’Insubria – Parliamo di veleni e tossine, spine e corazze, livree mimetiche e colori di avvertimento, chele e denti. I numeri positivi della mostra tuttavia non si limitano al successo dettato dai visitatori, ma anche all´ottima accoglienza riservata alle iniziative programmate a corollario dell´evento come le sedici conferenze a tema naturalistico organizzate nella Sala Risorgimentale dei Musei Civici, che hanno coinvolto oltre 600 partecipanti. Anche le scuole hanno subìto il richiamo della mostra, con 43 classi e 900 alunni dalla Scuola dell’Infanzia alle Scuole secondarie accompagnati gratuitamente all’interno dei Musei”.

Una passione, quella dei più piccoli, emersa anche durante l’evento “Indovina chi viene a cena?”, appuntamento del sabato pomeriggio che ha richiamato 400 persone, perlopiù famiglie con bambini, che hanno potuto assistere alle fasi di alimentazione degli animali nei terrari, allestiti in modo da ricreare il loro ambiente nativo. Tra le “star” più apprezzate, lo Scorpione di foresta asiatico (Heterometrus spinifer), la Rana cornuta (Ceratophrys ornata), la mantide orchidea (Hymenopus coronatus) e il Falso serpente corallo (Lampropeltis triangulum). Eventi che hanno coinvolto come oratori e guide docenti, professionisti ed esperti di diverse discipline zoologiche e naturalistiche, ma che hanno anche dato spazio alle “giovani leve”, grazie al progetto “Space for young/Largo ai giovani” promosso dall’Università dell’Insubria anche con l’organizzazione di uno specifico corso di formazione riservato agli studenti dei Corsi di laurea in Scienze dell’Ambiente e della Natura e Scienze della Comunicazione al fine di prepararli come guide per la visita alla mostra.

Gli studenti coinvolti hanno fatto da “ciceroni” durante le visite guidate prenotate dalle scuole, mettendosi così alla prova accompagnando i giovani visitatori. L’obiettivo dell’Ateneo è ora quello di proseguire con iniziative analoghe che rafforzino e cementino l’esigenza di approfondimento delle tematiche ambientali mostrate dal pubblico. «La mostra ha arricchito Varese e ha incuriosito i visitatori e per l’Università ha rappresentato un esempio efficace di collaborazione tra Ateneo e Comune e ha evidenziato le diverse competenze presenti in Ateneo, in questo caso le scienze naturali e della comunicazione – conclude il rettore dell’Università degli Studi dell’Insubria, professor Alberto Coen Porisini – l’interesse dimostrato dalla cittadinanza, e non soltanto dagli esperti, ci incoraggia a proseguire in questa direzione, con eventi di carattere divulgativo, con un linguaggio capace di parlare anche ai non addetti ai lavori, ma sempre attenti alla correttezza dei contenuti, elemento imprescindibile per una istituzione dedicata alla formazione specialistica come il nostro Ateneo».

«Da visitatore sono rimasto colpito dalla mostra, e credo che il pubblico abbia potuto vedere e anche apprezzare dal vivo, come me, ragni, serpenti e scorpioni che solitamente vediamo nei documentari» aggiunge il sindaco di Varese, Attilio Fontana. «Da sindaco, ringrazio di cuore l’Università dell’Insubria per la preziosa collaborazione con i nostri musei, le cui sale si sono aperte per ospitare un pezzo di natura. I numeri parlano da soli: i predatori…si sono rivelati un successo, così come i tanti momenti e incontri di approfondimento con relatori eccellenti» conclude il primo cittadino di Varese.

26032015

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