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Assemblea popolare Busto Arsizio: “C’è stata una narrazione falsa del corteo no green pass”

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BUSTO ARSIZIO – Riceviamo e pubblichiamo la nota dell’Assemblea popolare di Busto Arsizio in merito alla manifestazione no Green pass di sabato scorso a Milano.

“Sabato 16 ottobre abbiamo partecipato alla manifestazione di Milano contro il Green Pass. Su questa manifestazione i giornali hanno ricamato una narrazione falsa e inaccettabile, dunque vogliamo chiarire un po’ di questioni:

Il corteo è partito da Piazza Fontana, più presto del solito, intorno alle 17:30. Alla testa un gruppetto di 10 persone (alcuni membri del gruppo Rete dei Patrioti) capeggiava la manifestazione creando cordoni di contenimento rivolti verso il corteo.

Quello che ci ha colpito è vedere queste persone, che dialogando con la Digos, impartivano ordini a tutte le persone presenti. Ordini ben chiari su dove e quando fermarsi e quanto veloci camminare.

Questa situazione è durata per la prima oretta del corteo ma, come è accaduto anche nelle precedenti manifestazioni, a un certo punto, l’anima plurale del corteo ha deciso spontaneamente di non farsi guidare da nessuno e al grido di “non vogliamo capi” il corteo ha ripreso a percorrere le strade di Milano senza una meta precisa ma con una forte volontà di far sentire il dissenso all’imposizione del green pass.

Il corteo prosegue per delle ore e dopo una pausa in duomo riparte e finisce in piazzale Loreto.

Lungo il tragitto una carica a freddo della polizia ha il chiaro messaggio di intimare di chiudere li il corteo.

La giornata finisce con diversi fermi e la convalida di arresto per due persone.

La volontà di dipingere la testa come compatta e sovradeterminante è un tentativo di spezzare il corteo dal suo interno, creare diffidenza verso il prossimo, creare la paura di essere strumentalizzati andando in queste piazze.

Nei giorni successivi assistiamo ad un tentativo vigliacco e subdolo da parte di giornali di ogni risma, ovviamente indirizzati dalla questura, di creare una narrazione totalmente distorta e tendenziosa.

“-Guerriglia urbana-, la strategia del corteo di 80 anarchici lombardi”. Il Corriere

“Milano, così gli anarchici pilotano i cortei No green pass: gli infiltrati cercano lo scontro”. Il Giornale.it

“No green pass, Lamorgese: “Gli anarchici volevano scatenare una guerriglia urbana”. Milano Today

“Corteo No Green Pass di sabato a Milano, 40 anarchici denunciati. Il sindaco Sala: “Manifestazione non autorizzata era incontrollabile”. Repubblica.it

Quello che non possono sapere questi giornalisti è che, oltre ad aver perso già la nostra fiducia, con questi titoloni non fanno che tirarsi le martellate sui piedi. Dal momento che, questi racconti rappresentano una distorsione totale di quella che è stata la giornata di sabato, non possono che avere fini diversi da quelli della sola narrazione.

Abbiamo imparato in questi mesi quanto i quotidiani siano lo strumento principale del potere per assoggettare la popolazione.

Siamo consapevoli che sarebbe controproducente per l’informazione asservita esprimere la realtà com’è, ovvero che le persone che scendono in strada non sono “un gregge di pecore” ma hanno una loro coscienza per pensare e non necessariamente deve esserci un capo o un gruppo di riferimento che decida per tutti.

Oltretutto in un contesto eterogeneo composto da migliaia e migliaia di persone (questo sabato almeno 30mila!), come si può pensare che possa venire pervasa e sovradeterminata dalla volontà di qualcuno?

In secondo luogo, ci sembra doveroso indicare quanto sia vigliacco cercare, indirizzando le attenzioni verso dei singoli all’interno del corteo additati come violenti, di adombrare le responsabilità di chi in quei giorni ha adottato metodi sfacciatamente violenti nei confronti dei manifestanti come è avvenuto a Trieste dove la polizia ha lanciato lacrimogeni, sparato acqua con l’idrante su persone sedute a terra e manganellato per sgomberare il porto, a Milano con la scusa di trovarsi di fronte ad un manipolo di anarchici, ha caricato a freddo diverse persone.

Il messaggio è chiaro: dal momento in cui esci dai limiti della legalità, quindi anche con un corteo non autorizzato, sei un violento, lo Stato, invece, è totalmente legittimato ad esercitare violenza nel pieno appoggio di giornali, politici e benpensanti.

Come assemblea Popolare, per la prima volta dal mese di luglio, abbiamo deciso, collettivamente, di lasciare la piazza di Busto Arsizio per recarci a Milano poiché abbiamo ritenuto opportuno che il giorno successivo all’entrata in vigore del green pass per tutti i lavoratori, fosse importante una numerosa presenza in una piazza significativa come quella di Milano.

Nell’ignobile narrazione degli scribacchini al servizio del potere, anche l’Assemblea Popolare viene citata in questi articoli, viene descritta questa realtà locale come “una cerchia” di anarchici che recluta persone.

Siamo un’Assemblea Popolare, nessuno determina le dinamiche collettive per interessi propri o di gruppi. Non esiste alcuna egemonia di potere al nostro interno, ognuno fa il suo, chi più chi meno, e ciò è naturale perché ognuno di noi viene da esperienze diverse.

Il nostro gruppo è orizzontale, ha un proprio percorso e quest’ultimo viene discusso man mano periodicamente in assemblea.

Che piaccia o meno siamo esseri umani che si auto-organizzano liberi, senza gerarchie e rifiutano ogni imposizione.

Ci vediamo nelle strade.

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