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Fase 2, crollati i prezzi della carne

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MILANO – “Nella rimodulazione del piano di sviluppo rurale che stiamo presentando alla comunità europea per iniziative legate alla crisi post Covid inseriremo la possibilità di destinare risorse a fondo perduto agli allevamenti di vitelli a carne bianca. È uno dei settori più esposti alla crisi a causa della chiusura prolungata dei ristoranti. I prezzi sono crollati da 5,30 euro al chilo a 3 euro. Si tratta di un settore che produce carni di alta qualità e che è concentrato soprattutto nel Nord Italia. Il comparto dei vitelli a carne bianca conta 500.000 animali allevati in Italia, di cui oltre un terzo in Lombardia. Se non interveniamo subito rischiamo di perdere competitività causa anche invasione delle carni estere a prezzi competitivi. Già nel mese di maggio in Lombardia abbiamo registrato un allarmante aumento delle importazioni. Dai 17,7 milioni di chili totali di carne di aprile siamo arrivati a 18,7 milioni di maggio. Su questi dati pesa soprattutto la carne bovina che, tra fresca, refrigerata e surgelata, è passata dai 6,2 milioni di chili a 7 milioni. Una botta per i nostri allevatori”. Lo ha detto l’assessore all’Agricoltura, Alimentazione e Sistemi verdi della Regione Lombardia, Fabio Rolfi, che ieri mattina ha riunito in videoconferenza il Tavolo regionale della filiera della carne bovina. Hanno partecipato i rappresentanti delle associazioni di categoria e del settore.

“La proposta operativa della Regione Lombardia – ha aggiunto – è quella di istituire un contributo a fondo perduto per le aziende nell’ambito della rimodulazione del Psr che proporremo alla commissione europea. L’obiettivo è quello di uscire con questa misura a settembre e concedere le risorse agli allevatori entro fine anno in modo tale che possano avere il ristoro parziale dei danni in pochi mesi”. “L’impegno assunto al Tavolo da parte di tutti i partecipanti – ha spiegato – è quello di lavorare insieme in anticipo per costruire le misure della prossima programmazione. Metteremo al centro la zootecnia e la produzione di carne bovina contro alcune derive ideologiche che stanno assumendo a livello europeo. Lavoreremo anche a un progetto di comunicazione per evidenziare la qualità, la distintività e la sicurezza alimentare garantite dalla carne lombarda”. “Dobbiamo comunicare in modo incisivo al consumatore – ha concluso Rolfi – che la carne italiana è di qualità, sicura, nutriente e soprattutto allevata secondo criteri di sostenibilità ambientale e benessere animale al fine di rispondere alle esigenze evolute dei consumatori e contrastare adeguatamente l’avversione ideologica al settore che sta minando il consumo”.

25062020

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